EGITTO: RETE EUROMED, IL CAIRO REVOCHI STATO D'EMERGENZA

in una lettera inviata ai responsabili europei alla vigilia della seconda riunione della sottocommissione congiunta Ue-Egitto, che si svolgerà il 7 e 8 luglio. Nella missiva la Rete sottolinea che in Egitto si assiste dal 2007 a un progressivo deterioramento delle libertà generali e un rallentamento delle riforme politiche, fatto questo contrario agli impegni assunti dal Cairo in base all’accordo di partenariato siglato con l’Ue e del piano di lavoro bilaterale nel quadro della politica europea di vicinato.

Gli Stati Uniti fermeranno lo sviluppo di armi nucleari iraniane

WASHINGTON (USA) – Gli Stati Uniti sono determinati a fermare lo sviluppo di armi nucleari iraniane. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in un’intervista all’Associated Press. «Un Iran dotato di armi nucleari innescherebbe una corsa agli armamenti atomici in Medio Oriente, cosa che si potrebbe tradurre in un potenziale disastro» ha spiegato Obama.

RAPPORTI CON LA RUSSIA – Obama si è poi soffermato sui rapporti tra Stati Uniti e Russia e in particolare sulla figura dell’attuale primo ministro russo e vero e proprio leader ombra, vale a dire Vladimir Putin. «Putin conserva ancora molto potere. E’ un uomo che mantiene un piede nel vecchio modo di fare affari e uno nel nuovo» ha detto Obama che sarà in visita a Mosca prima del G8.

BIDEN – Negli stessi minuti in cui parlava Obama il vicepresidente Joe Biden giungeva a Bagdad per una visita a sorpresa nella capitale iraniana. Biden si è detto «Ottimista» sul futuro dell’Iraq ma ha poi spiegato che «Molto lavoro resta ancora da fare».

Il Vaticano: "non facciamo come con Galileo

ROMA - La Chiesa cattolica rischia di comportarsi verso le scoperte scientifiche attuali con gli "stessi preconcetti" che ebbe verso Galileo e verso il sistema copernicano. Lo ha affermato monsignor Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio Segreto vaticano, alla presentazione della nuova edizione del volume intitolato "Documenti vaticani del processo di Galileo Galilei".

"E’ necessaria molta prudenza e molta umiltà nell’avvicinarsi alle Scritture come alla scienza", in quanto il rischio è che prevalgano oggi "gli stessi preconcetti che si avevano allora verso il sistema copernicano".

"Il caso Galileo – ha spiegato monsignor Pagano – insegna alla scienza a non presumere di fare da maestra alla Chiesa in materia di fede e di Sacra Scrittura e insegna alla Chiesa, contemporaneamente, ad accostarsi ai problemi scientifici – fossero anche quelli legati alla più moderna ricerca sulle staminali, per esempio – con molta umiltà e circospezione".

Il prefetto dell’Archivio segreto vaticano ha osservato che all’origine del processo a Galileo vi furono dei malintesi. Con il suo "Dialogo sui massimi sistemi sembrò insegnare ai teologi come interpretare la Bibbia, al papa come fare il papa. Questo processo insegna a leggere con grande attenzione gli scritti scientifici. Gli studi sulle cellule staminali, la genetica, i problemi della ricerca scientifica in questi anni, qualche volta ho l’impressione che siano condannati con gli stessi preconcetti che si avevano allora con la teoria copernicana".

Afghanistan, marines all'attacco nell'Helmand

KABUL - Le forze armate americane hanno tentato questa notte di strappare ai Taliban la strategica valle dell’Helmand, nel sud dell’Afghanistan, con quella che gli ufficiali Usa hanno descritto come la più grande operazione aerotrasportata mai compiuta dai marines dopo la guerra nel Vietnam.

Operazione "Khanjar". All’attacco partecipano quasi 4.000 fra marines e altri militari Usa assieme a circa 650 soldati e agenti di polizia afgani. Sono mobilitati anche 50 aerei ed un numero imprecisato di elicotteri che hanno connotato l’offensiva soprattutto nei primi momenti. L’operazione ha il nome in codice di "Khanjar" (colpo di spada) ed è caratterizzata rispetto a quelle condotte finora, ha dichiarato il generale di brigata Larry Nicholson, dalla "massiccia entità delle forze impiegate", ma anche dalla "velocità" dell’attacco e dal fatto che stavolta di punta a tenere le posizioni che verranno strappate ai ribelli islamici talebani: "Dove andremo, resteremo", ha detto il capo della brigata "Afghanistan" dei marines. Il riferimento, implicito, è agli eventi due anni e mezzo fa: sul finire del 2006, mesi dopo essersi insediate nel distretto di Musa Qala, truppe britanniche era state costrette a ritirarsi a causa degli attacchi quotidiani dei Talebani che presero l’omonima città principale nel febbraio 2007 installandovi un’amministrazione-ombra.

Il "surge" nell’Helmand. La valle dell’Helmand, in cui si coltiva grano e oppio, è controllata in gran parte dai ribelli talebani che hanno resistito per anni a forze Nato guidate dalla Gran Bretagna. Gli Usa, negli ultimi due mesi, hanno inviato nella provincia di Helmand 8.500 marines: è stato il maggiore dispiegamento di forze nell’ambito dell’annunciato aumento di truppe Usa dai 32 mila uomini di inizio anno ai 68 mila previsti per la fine del 2009. L’Helmand è la maggiore provincia afghana per estensione (poco più piccola dell’intera Irlanda) ed è uno dei bastioni talebani nel sud dell’Afghanistan: vi si produce più della metà dell’oppio afgano che a sua volta alimenta il 90% del mercato mondiale dell’eroina. La popolazione della provincia è soprattutto pashtun, il maggiore gruppo etnico afghano tradizionalmente dominante nel paese.

Catturato soldato Usa. Un soldato americano che mancava all’appello da martedì è stato catturato dai talebani nel sud-est dell’Afghanistan, vicino alla frontiera pakistana. Il sequestro è stato rivendicato dal comandante della fazione Haqqani dei talebani, il cui nome di battaglia è Bahram, che ha spiegato che il militare è stato catturato insieme a tre afghani a Yousuf Khail, nella provincia di Paktika, vicino al confine. "Il soldato è stato portato in un luogo sicuro", ha affermato un portavoce. Il gruppo non ha ancora deciso quale sarà il suo destino, ha aggiunto, ma presto sarà diffuso un video con una richiesta di riscatto. Una portavoce degli americani a Kabul non ha fornito dettagli "per non mettere in pericolo l’incolumità del soldato", ma ha assicurato che "viene fatto ogni sforzo per garantire che possa tornare illeso". Si tratta del primo sequestro di un militare americano in Afghanistan. L’ultimo rapimento era avvenuto in Iraq nel maggio 2007, quando furono rapiti tre soldati nei pressi di Mahmuiyah, che furono in seguito torturati e uccisi.

terremoto di grado 6.2 Scossa avvertita anche in Egitto

Secondo l’Istituto sismologico di Atene l’epicentro è stato localizzato in mare a 170 km a sud di Creta. La scossa è stata sentita a Heraklion, capoluogo dell’isola.

La scossa è stata avvertita anche nella città settentrionale di Salloum, in Egitto. Lo hanno annunciato fonti dell’Istituto nazionale egiziano di astronomia e geofisica.

Il terremoto è stato avvertito anche in Israele. Lo riferisce il sito del quotidiano Jerusalem Post, spiegando che, come ha riferito l’Istituto Geografico di Israele, la scossa di intensità 6.2 della scala Richter è stata percepita nelle città di Rishon Letzion e Petah Tikva, a sud di Tel Aviv. L’emittente satellitare Al-Jazeera ha riferito che non si registrano danni o vittime.

Nei giorni scorsi era stata un’altra isola greca, Santorini, ad aver subito le scosse di un sisma, di intensità pari a 5.1 gradi.

EGITTO: SCONTRI FRA CRISTIANI E MUSULMANI DOPO OMICIDIO RAGAZZO

L’episodio e’ avvenuto a Kafr al-Barbari, citta del delta del Nilo, dove il proprietario di un negozio di alimentari, George Emile Yussef, cristiano copto, ha accoltellato a morte il 17enne Mohammed Ramadan Ezzat che chiedeva il rimborso dei soldi per una bottiglia di soda che lui sosteneva fosse danneggiata. Il giovane e’ morto in ospedale.

Decine di musulmani si sono riversati in strada, dando fuoco alla casa del proprietario del negozio, che e’ stato arrestato insieme ad altre 30 persone.

Non e’ la prima volta che si verificano incidenti del genere fra musulmani e cristiani. Il mese scorso ci furono 18 feriti in un villaggio a sud del Cairo, dopo che un prete copto aveva celebrato una funzione. I copti, la piu’ vasta comunita’ cristiana del Medio Oriente, rappresentano fra il 6 e il 10% della popolazione egiziana.

Ahmadinejad annulla viaggio in Libia

Il viaggio del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad in Libia per partecipare al vertice dell’Unione africana è stato annullato. Lo ha annunciato il suo entourage senza fornire alcuna spiegazione. «La visita del presidente al summit, prevista per oggi, è stata cancellata» si è limitato a dire un portavoce iraniano.

NESSUN DISCORSO – Ahmadinejad avrebbe dovuto pronunciare un discorso davanti ai capi di Stato africani durante questa visita di due giorni. L’ospite del summit, il leader libico Muammar Gheddafi, aveva invitato all’ultimo minuto il presidente iraniano la cui rielezione grazie a un voto duramente contestato in patria è stata condannata anche dalla comunità internazionale.

ANCHE BERLUSCONI RINUNCIA – Anche il presidente del Consiglio – e attuale presidente del G8 – Silvio berlusconi avrebbe dovuto partecipare al vertice dell’Unione africana, ma via ha dovuto rinunciare a seguito della tragedia di Viareggio.