Filippine, nuove minacce dei rapitori

Il gruppo di terroristi islamici di Abu Sayyaf che, dal 15 gennaio, ha rapito l’italiano Eugenio Vagni, ha minacciato nuovamente di decapitare gli operatori della Croce Rossa. Lo ha detto il senatore Richard Gordon, presidente della sezione locale della Croce Rossa che venerdì è riuscito di nuovo ad avere un contatto telefonico con i sequestratori.

NELLE MANI DEI RIBELLI – Vagni, 62 anni, originario di Montevarchi, Arezzo, fu rapito il 15 gennaio scorso, insieme allo svizzero Andreas Notter, 39, e alla filippina Jean Lacaba, 37, al termine di una visita di routine alla prigione di Jolo. L’infermiera filippina è stata liberata giovedì scorso, ma gli altri due operatori umanitari rimangono nelle mani dei sequestratori.

L'esordio di Al Jazira

Per la prima volta nella storia dei viaggi pontifici, anche Al Jazira, la catena televisiva del Qatar, sarà presente sul prossimo volo papale, in occasione del viaggio di Benedetto XVI in Giordania, Israele e territori palestinesi dall’8 al 15 maggio. Barbara Piga Serra, volto noto anche per i telespettatori italiani, inviata da Londra dell’emittente che ha rivoluzionato l’informazione del mondo arabo, risulta nella lista pubblicata oggi dal Vaticano dei giornalisti ammessi nel seguito di Ratzinger in Terra Santa.
In passato Al Jazira ha sempre seguito i viaggi papali "in loco", senza mandare giornalisti nello stesso aereo su cui viaggiava il pontefice.
La decisione presa in questa occasione conferma la grande attenzione con cui il mondo arabo seguirà il viaggio in Medio Oriente di Benedetto XVI. Al Jazira ha cominciato le sue trasmissioni in arabo nel 1996 e dal 2006 ha aperto anche un canale internazionale in inglese, con sede principale a Londra.

Obama all'Europa: «Rischio Al Qaeda»

STRASBURGO - L’America non può fare tutto da sola contro il terrorismo. Barack Obama parla chiaro al vertice della Nato a Strasburgo, presentando la strategia messa a punto per l’Afghanistan. E mette in guardia l’Europa: «Al Qaeda resta una minaccia per tutti. I terroristi non sono certo disposti a sospendere la loro attività solo perché adesso c’è un presidente Usa che si chiama Barack Hussein Obama. L’Europa è più vulnerabile in quanto più vicina geograficamente». Obama e consorte, in arrivo dal G20 di Londra, sono stati accolti nella città francese da una folla entusiasta e dalla coppia presidenziale Sarkozy-Bruni. Caloroso saluto tra i quattro, con tanto di baci, poi il primo incontro bilaterale in programma, quello appunto Usa-Francia, che ha aperto il vertice del 60° anniversario dell’Alleanza atlantica.

AFGHANISTAN - Come spiegato dal segretario di Stato Hillary Clinton, gli Stati Uniti considerano il summit come la prima attuazione pratica della nuova strategia per l’Afghanistan messa a punto dall’amministrazione Obama. Piano che ha già incassato il completo sostegno di Parigi: lo ha detto Sarkozy nella conferenza stampa congiunta insieme al presidente Usa, che ha a sua volta lodato la «coraggiosa» leadership della Francia della Nato. «Quando Stati Uniti e Francia operano di concerto aumentano le possibilità di pace e di prosperità nel mondo» ha detto Obama. Il piano per l’Afghanistan prevede da parte degli Usa l’invio di 21mila militari supplementari e il rafforzamento dell’apparato civile. Durante la conferenza stampa Obama ha anche lanciato un appello alla Corea del Nord perché rinunci all’annunciato lancio del missile (che potrebbe avvenire sabato), definito «una provocazione». In un incontro con degli studenti a Strasburgo ha detto di augurarsi «un mondo senza armi nucleari».

PESO MILITARE - Il presidente Usa ha sottolineato che «l’Europa non si può aspettare che gli Stati Uniti sostengano da soli peso militare in Afghanistan perché siamo lì per affrontare un problema comune». La Francia, ha ribadito Sarkozy, non manderà nuove forze ma «è pronta ad aiutare nel campo della formazione delle forze di polizia e degli aiuti economici». La strategia per l’Afghanistan comprende infatti, oltre al rafforzamento sul piano militare, anche un maggiore impegno sul piano dell’intervento civile e sostegno politico. «La strategia avrà anche una componente militare e l’Europa non deve aspettarsi che gli Stati Uniti portino da soli questo fardello – ha detto Obama -. Quello di Al Qaeda e del terrorismo è un problema comune, un problema che richiede uno sforzo congiunto». L’inquilino della Casa Bianca ha esortato l’Europa a rafforzare le proprie capacità militari proprio in vista dei rischi legati ad attentati. «Non cerchiamo di essere padroni dell’Europa, ma partner dell’Europa. Vogliamo degli alleati forti. Vorremmo vedere l’Europa con capacità militari rafforzate».

NO ARMI NUCLEARI – Parlando a un gruppo di studenti, l’inquilino della Casa Bianca ha detto no alle armi di distruzione di massa: «Vogliamo un mondo senza armi nucleari. Anche se la Guerra Fredda è finita, la minaccia della diffusione di armi nucleari o del furto di materiale nucleare può portare all’estinzione di ogni città sul pianeta. Questo fine settimana a Praga (per gli vertice Ue-Usa, ndr) esporrò un’agenda per cercare di raggiungere il traguardo di un mondo senza armi nucleari». Altro tema, l’ambiente: Obama esorta la comunità mondiale ad agire con rapidità per combattere i mutamenti climatici. «Il tempo sta per scadere. L’America deve fare di più, l’Europa deve fare di più». Quanto ai rapporti transatlantici, ha detto, che negli ultimi anni c’è stata una deriva che va combattuta: «L’America ha mostrato qualche volta arroganza, mentre in Europa esiste un sentimento anti-americano che può essere occasionale ma anche insidioso». Obama ha poi parlato del carcere di Guantanamo, che ha più volte espresso il desiderio di chiudere: «Umiliare le persone non è il modo per combattere il terrorismo». Sarkozy ha detto che la Francia è disposta ad accogliere un detenuto quando il carcere di massima sicurezza verrà chiuso.

RELAZIONI CON MOSCA – In agenda al vertice Nato, oltre che l’Afghanistan, anche la ripresa dei rapporti con la Russia, favoriti dal disgelo celebrato a Londra tra Obama e il capo del Cremlino Medvedev. Il primo appuntamento per i leader dei 28 alleati – tanti sono diventati con l’ingresso mercoledì di Albania e Croazia – è venerdì sera con la cena nel casinò di Baden Baden. Si parlerà del futuro delle relazioni con Mosca (il 20 aprile è in programma la prima riunione del Consiglio Nato-Russia dopo il congelamento seguito al conflitto georgiano). Altro tema, il ripensamento del concetto strategico dell’Alleanza elaborato nel 1999, un secolo fa se si pensa a quanto sono cambiate le sfide della sicurezza, che oggi sono terrorismo, pirateria, sicurezza energetica e attacchi cibernetici. Al summit sarà ufficializzato il ritorno dopo 43 anni della Francia nel comando militare integrato della Nato.

FOLLA PER GLI OBAMA – Barack e Michelle Obama sono stati accolti da una folla numerosa a Strasburgo, dove c’erano ad attenderli i Sarkozy. Le due coppie presidenziali si sono salutate molto cordialmente, con tanto di baci, poi i due presidenti si sono avvicinati a un gruppetto di persone che li aspettava. La città è blindata per il summit, ma ci sono stati nuovi scontri nella notte, dopo quelli di giovedì pomeriggio: 105 i manifestanti fermati.

CON LA MERKEL: «AL G20 DECISIONI IMPORTANTI PER IL FUTURO» - Barack Obama, sempre accompagnato dalla moglie Michelle, è poi arrivato a Baden Baden, in Germania, dove ha incontrato il cancelliere tedesco Angela Merkel. Il presidente Usa e la Merkel hanno parlato della crisi dell’economia globale e della situazione in Afghanistan e in Iran. «Il protezionismo – ha ribadito Obama- non è la nostra risposta alla crisi globale. Al G20 sono state prese decisioni importanti per il futuro». A proposito dell’Iran, nella conferenza stampa congiunta, la Merkel ha detto che «bisogna escludere un armamento nucleare ma supportare il popolo. In questo compito è molto importante che ci sia un nuovo inizio da parte degli Usa». Lo ha detto oggi la cancelliera tedesca, Angela Merkel, durante una conferenza congiunta stampa a Baden-Baden (Sud Ovest) con il presidente americano Barack Obama.