Daniel, l'eco-terrorista americano tra i "most wanted " con Bin Laden

WASHINGTON – Nel poster dei super ricercati per terrorismo la foto di Daniel San Diego è vicina a quella di Osama Bin Laden. Ma la taglia sulla sua testa è modesta: 250 mila dollari. L’Fbi è sulle sue tracce dal 2003 ed ha deciso di inserirlo nella lista dei Most Wanted perché lo considera pericoloso. Un elenco di stranieri dove l’unico americano è proprio San Diego. L’uomo, nato nel 1978 a Berkeley (California), è un militante "animalista" responsabile di una serie di attentati contro alcuni laboratori nell’area di San Francisco. Di solito gira armato – sembra con una calibro 9 -, è determinato e potrebbe colpire ancora. Nel 2003, dopo il secondo attacco – fatto con un ordigno esplosivo riempito di chiodi – un misterioso gruppo, le "Cellule Rivoluzionarie-Brigata per la liberazione degli animali", ha rivendicato l’attentato.

In base alle indagini delle autorità federali i cosiddetti "eco-terroristi" si sono resi responsabili di circa 1000 atti criminosi ed hanno fatti danni per 100 milioni di dollari.

Nella scheda diffusa sul sito dell’Fbi vi sono anche i tatuaggi che il ricercato si è fatto sulla schiena e sul petto. Disegni davvero particolari e che potrebbero aiutare ad identificarlo nel caso fosse detenuto con un’altra identità. A lui, sono arrivati dopo un casuale controllo di polizia. San Diego venne fermato un’ora prima del secondo attentato per aver commesso una infrazione non lontano dall’obiettivo. Quando gli agenti, dopo l’attentato, eseguirono controlli a tappeto su chi si trovasse nella zona, spuntò il suo nome ed una successiva perquisizione nella sua abitazione portò alla scoperta di un ordigno. Si trattava di una bomba simile a quella usata nell’attacco. Gli investigatori non escludono che San Diego abbia trovato rifugio all’estero, forse in Costa Rica.

Turchia, 37 arresti nell'operazione anti Al Qaeda

Duro colpo dell’antiterrorimo turco contro Al Qaeda: 37 persone sono arrestate oggi in varie regioni della Turchia perchè sospettate di appartenere al gruppo terroristico che fa capo a Osama bin Laden. Lo ha riferito l’agenzia turca Anadolu. L’operazione è stata condotta in contemporanea in cinque province del centro e del meridione del Paese, tra cui le province di Gaziantep, Sanliurfa e Konya. Sequestrato un numero imprecisato di computer e di armi. Altre tre persone sono attivamente ricercate. All’inizio del mese sette persone accusate di «appartenenza a banda terroristica e diffusione di propaganda» erano stati arrestaei nella provincia occidentale di Ekisehir. Al Qaeda è molto attiva in Turchia come dimostrano varie operazioni condotte per stroncare le sue attività. Il 9 luglio dell’anno scorso, a Istanbul, tre terroristi e tre poliziotti rimasero uccisi al termine di una sparatoria cominciata dopo un assalto contro il posto di polizia situato all’esterno del consolato Usa. Il 29 agosto, nella stessa metropoli, le squadre speciali antiterrorismo sventarono un attentato arrestando 21 persone che avevano frequentato campi di addestramento militare e ideologico in Afghanistan. C’è anche un precedente sanguinoso: una cellula di Al Qaeda si rese responsabile nel novembre del 2003 di quattro attentati ad Istanbul contro due sinagoghe e due obiettivi britannici (il consolato e la banca Hsbc) che fecero 63 morti e centinaia di feriti

Medio Oriente, Obama invita i leader di Israele, Anp e Egitto

WASHINGTON - Il presidente americano Barack Obama intende invitare a Washington i leader di Israele, dell’Anp (Autorità nazionale palestinese) e dell’Egitto per colloqui separati sul processo di pace in Medio Oriente. La notizia, anticipata martedì da un portavoce della Casa Bianca (che ha spiegato che il presidente intende procedere rapidamente nella convocazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu, del leader palestinese Abu Mazen e del presidente egiziano Hosni Mubarak) è stata confermata mercoledì dal fonti palestinesi, che fanno sapere che Abu Mazen, incontrerà Obama a Washington il prossimo 28 maggio.

COLLOQUIO COL RE DI GIODANIA – Il presidente Obama ha avuto un colloquio col re di Giordania Abdallah e ha espresso la speranza di «gesti di buona volontà» nei mesi a venire da parte dei protagonisti del processo di pace. Il portavoce Robert Gibbs ha spiegato che i colloqui a Washington con tutti e tre i leader avranno luogo nelle prossime settimane. «Con ciascuno di loro il presidente Obama discuterà come gli Stati Uniti possono rafforzare la nostra partnership con loro – ha detto il portavoce -, così come le iniziative che le parti dovranno adottare per raggiungere la pace tra Israele e i palestinesi e tra Israele e i Paesi arabi».

Durban II, approvato il documento finale

GINEVRA - La conferenza Onu sul razzismo ha approvato il documento finale per acclamazione. Lo ha annunciato il presidente, Amos Wako. Nel testo non ci sono modifiche rispetto a quello elaborato venerdì al termine di lunghi negoziati e di un braccio di ferro tra Paesi musulmani e occidentali sulla questione di Israele e della diffamazione delle religioni.

CENTO PAESI - Adottato da oltre cento Paesi, riprende le conclusioni della prima conferenza internazionale sul razzismo del 2001 che si era svolta a Durban, che condannò esplicitamente Israele per l’occupazione dei territori palestinesi. Il fatto che Israele fosse l’unico Paese ad essere citato ha indotto molti Stati, fra cui l’Italia, a boicottare la conferenza di Ginevra. Il documento è stato approvato in anticipo rispetto alle previsioni e all’indomani della levata di scudi provocata all’intervento del presidente iraniano Mahmud Ahmedinejad, che ha attaccato Israele. In programma fino a venerdì, la conferenza è chiamata a fare il punto della lotta al razzismo a otto anni dal vertice mondiale in Sudafrica.

ASSENZA ITALIANA - Il presidente Berlusconi intanto ha spiegato perché l’assenza italiana a Ginevra è stata giustificata: «Siamo stati preveggenti: è successo quello che immaginavamo potesse succedere». E il ministro degli Esteri Frattini: «Mi auguro che ci possa essere una seconda chance per l’Onu e si possa arrivare a una vera conferenza internazionale che parli di razzismo e islamofobia». Frattini si augura una nuova conferenza contro il razzismo «completamente sganciata» da Durban e Durban II. Per quanto riguarda la posizione della Francia, che spera ancora di arrivare a un documento finale condiviso, Frattini sottolinea che «l’Italia si rallegrerebbe se le conclusioni cancellassero quelle della conferenza precedente, dicessero che l’Olocausto è la più grande tragedia del ventesimo secolo e non parlasse di razzismo in riferimento a Israele. La speranza è l’ultima a morire».

OBAMA CONTRO AHMADINEJAD - Il presidente Obama ha criticato le affermazioni di Ahmadinejad su Israele ma ha detto di voler continuare il tentativo di un dialogo con Teheran. Durante il suo incontro alla Casa Bianca col re di Giordania Abdallah, ha definito «incredibili e false» le accuse del presidente iraniano a Israele e ha sottolineato che questo tipo di dichiarazioni ha solo l’effetto di «danneggiare ulteriormente» il ruolo dell’Iran nella comunità internazionale. Obama ha ricordato che i delegati di diverse nazioni sono uscite dalla sala durante il discorso del presidente iraniano.

ONU: «RISPOSTA A POLEMICHE» - Secondo i padroni di casa, l’Onu, la dichiarazione finale costituisce la «risposta giusta» alle polemiche suscitate dalla conferenza. Lo ha detto l’Alto commissario per i diritti umani Navi Pillay, sottolineando che il testo ricorda che l’Olocausto «non dovrà mai essere dimenticato». «Il fatto che il documento sia stato adottato da tutti gli Stati membri dell’Onu tranne nove è la nostra risposta, quello che chiamerei un successo» ha detto Pillay. Il presidente della conferenza, il keniota Amos Wako, ha definito l’approvazione un risultato «storico». Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon si è detto «incoraggiato» dall’adozione del documento finale, lanciando un appello agli Stati che non hanno partecipato e chiedendo loro di unirsi alla lotta al razzismo. «La comunità internazionale ha rafforzato il suo impegno a dare seguito alla dichiarazione e al programma d’azione di Durban – ha detto la portavoce Marie Okabe -. Ban spera che gli Stati che non hanno partecipato si uniscano presto alla comunità internazionale per combattere il flagello del razzismo e della discriminazione razziale».

VATICANO: STRADA GIUSTA - Il Vaticano fa sapere che, pur non essendo il documento perfetto, tuttavia contiene tutti l’essenza dei dritti umani che sono stati per la prima volta accettati da tutti, e questa è la base per continuare a combattere il razzismo. È il giudizio di monsignor Silvano Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra e capo delegazione vaticano alla conferenza sul razzismo. «Il documento non è perfetto – ha detto a Radio Vaticana -, però rispetta i punti sostanziali dei diritti umani, apre la strada a continuare a negoziare in futuro su alcuni temi che, per la prima volta, sono stati accettati universalmente».

Decapitata una donna che uccise il marito

RIAD - Una donna saudita riconosciuta colpevole di aver assassinato il marito e di averne poi bruciato il corpo è stata decapitata lunedì a Hael, nel nord-est dell’Arabia saudita. Lo rende noto il ministero dell’interno saudita.

25 DECAPITAZIONILa donna, Leila Shemmari uccise il marito a colpi d’arma da fuoco prima di bruciare il cadavere. Con questa decapitazione sale a 25 il numero delle condanne a morte eseguite in Arabia saudita dall’inizio del 2009. Nel 2008 le esecuzioni sono state 102, secondo un conto dell’Afp basato sugli annunci ufficiali.

Ahmadinejad: «Israele razzista». E i delegati Ue escono

GINEVRA - La presenza e le parole di Mahmoud Ahmadinejad scuotono la conferenza Onu sul razzismo a Ginevra. Nel suo intervento davanti ai partecipanti al summit, il presidente iraniano ha criticato l’insediamento di un «governo razzista» nel cuore del Medio Oriente dopo il 1945, alludendo chiaramente allo stato di Israele senza però mai nominarlo. Parole alle quali i delegati dell’Unione europea hanno reagito lasciano la conferenza, già disertata da molte delegazioni occidentali. Nicolas Sarkozy ha chiesto all’Unione europea di reagire con «estrema fermezza» al discorso del presidente iraniano. Il presidente francese, «che ha già respinto in altre occasioni le inaccettabili dichiarazioni fatte dal presidente iraniano, condanna duramente questo incitamento all’odio», ha riferito un portavoce dell’Eliseo. La Commissione europea, del resto, aveva annunciato che avrebbe reagito «in modo appropriato» nel caso in cui dalla Durban II fossero arrivate dichiarazioni «inaccettabili». Prima che il presidente iraniano cominciasse a parlare , tre manifestanti travestiti da pagliacci sono stati fatti allontanare dalla conferenza non appena hanno cominciato a urlare «razzista, razzista». Proprio la controversa presenza del presidente iraniano e le perplessità circa il documento finale della conferenza hanno spinto numerosi paesi a disertare questo appuntamento internazionale. BAN KI-MOON -Aprendo i lavori della Durban II, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon (che a margine della conferenza ha incontrato Ahmadinejad) ha insistito sul fatto che tutte le forme di razzismo, incluse l’antisemitismo e l’«islamofobia», vanno combattute. Il numero uno delle Nazioni Unite ha anche criticato l’assenza di numerosi Paesi alla conferenza. «Sono profondamente deluso – ha detto. – Rimpiango profondamente che alcuni abbiano scelto di farsi da parte. Spero che non duri a lungo». Successivamente, però, Ban Ki-Moon ha criticato l’intervento del presidente iraniano. «Il segretario generale – si legge in una nota pubblicata a Ginevra – deplora l’uso di questa piattaforma da parte del presidente iraniano per accusare, dividere e incitare. È l’opposto degli obiettivi della Conferenza».

NETANYAHU - Dura la presa di posizione di Israele. «Ahmadinejad è un negazionista che vuole perpetrare un nuovo Olocausto – ha affermato il capo del governo israeliano Benjamin Netanyahu. – Ma Israele non permetterà ai negazionisti di perpetrare un nuovo Olocausto. Sei milioni di persone sono state uccise. Sfortunatamente, non tutti hanno imparato la lezione».

IRAN ATTACCA ISRAELE - Ahmadinejad, che nel suo discorso ha anche apostrofato come «arrogante ed egoista» il boicottaggio del vertice di diversi Paesi occidentali, aveva già definito Israele «la più orribile manifestazione del razzismo» durante un incontro avuto domenica sera a Ginevra con il presidente svizzero Hans Rudolf Merz. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars. Ahmadinejad, aggiunge l’agenzia, aveva sottolineato anche la politica di «due pesi e due misure sui diritti umani e la violazione degli stessi diritti umani negli Usa e in Europa». Il presidente elvetico, secondo l’agenzia iraniana, avrebbe detto tra l’altro che «la Svizzera non seguirà le minacce unilaterali degli Usa e della Ue nelle sue relazioni con la Repubblica islamica dell’Iran». Proprio all’incontro tra Merz e Ahmadinejad hanno fatto riferimento fonti del ministero degli esteri per spiegare le motivazioni che hanno spinto Gerusalemme a ordinare all’ambasciatore israeliano in Svizzera di rientrare in patria per consultazioni.

LA REPLICA SVIZZERA - D’altro canto il presidente svizzero non condivide le critiche israeliane al presidente iraniano. «Le capisco ma sono ingiustificate», ha detto Merz ad una radio svizzera citato dall’agenzia elvetica Ats. Per Merz il dialogo con l’Iran è necessario. Il presidente svizzero non ha voluto esprimersi sul richiamo dell’ambasciatore israeliano a Berna. I PAESI ASSENTI E I PRESENTI- Israele, Canada, Stati Uniti, Italia, Germania, Olanda, Svezia ed Australia non partecipano ai lavori, temendo una replica delle manifestazioni antisemite che avevano contrassegnato la precedente riunione delle Nazioni Unite contro il razzismo, nel 2001 a Durban (Sudafrica). I Paesi assenti contestano il documento finale della conferenza e i controversi riferimenti a Israele e alla «diffamazione delle religioni». E certamente le defezioni sono state favorite anche dalla presenza del presidente iraniano, noto per le violente diatribe contro Israele e per aver definito l’Olocausto «un mito». L’ONU CONDANNA I NEGAZIONISTI – Da parte sua, Ban Ki-moon tenta in extremis di salvare la conferenza voluta dalle Nazioni Unite sul razzismo, difendendo comunque la contestata dichiarazione finale come un testo «attentamente bilanciato» e ricordando che il summit di Ginevra punta proprio a sedare tensioni che potrebbero in altro modo esplodere. Poiché oggi ricorre la giornata della memoria, in Israele, Ban Ki-moon ha inoltre ripetuto la sua condanna per coloro che negano l’Olocausto. Il segretario generale dell’Onu, ha dello la sua portavoce, «condanna l’Olocausto e coloro che ne minimizzano l’importanza, ricordando che nel 2007 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione secondo cui ‘ignorare il fatto storico di questi terribili eventi aumenta il rischio che essi si ripetano», ha detto la sua portavoce.

LA SANTA SEDE – Anche il Vaticano ha preso posizione contro le parole di Ahmadinejad. In una nota nella quale ribadisce il valore della conferenza di Ginevra sul razzismo, il direttore della sala stampa vaticana definisce «estremiste e inaccettabili» le espressioni pronunciate dal leader iraniano. «La Conferenza in sé – afferma padre Federico Lombardi – è una occasione importante per portare avanti la lotta contro il razzismo e l’intolleranza. Con queste intenzioni la Santa Sede vi partecipa, e intende sostenere lo sforzo delle istituzioni internazionali per fare dei passi avanti in questa direzione. La grande maggioranza dei Paesi del mondo vi partecipa e la bozza concordata venerdì scorso è in sé accettabile, essendone stati tolti gli elementi principali che avevano suscitato obiezioni. Naturalmente – prosegue padre Lombardi – interventi come quello del presidente iraniano non vanno nella giusta direzione, poiché anche se non ha negato l’Olocausto o il diritto all’esistenza di Israele, ha avuto espressioni estremiste e inaccettabili. Per questo è importante continuare ad affermare con chiarezza il rispetto della dignità della persona umana contro ogni razzismo e intolleranza».

EGITTO: Pasqua Copta con il sangue

Due cristiani copti sono stati uccisi da quattro uomini musulmani armati all’uscita di una chiesa dopo la messa Pasquale nel villaggio meridionale egiziano di Hagaza, vicino Qena. Una terza persona e’ rimasta gravemente ferita.

Secondo la polizia del regime Egiziano è un regolamento di conti nell’ambito di una faida tra clan che dura da diversi anni. La polizia inoltre è aggiunto che gli aggressori sono stati identificati.

Oggi, infatti, la Chiesa Copta celebra la Pasqua secondo il rito ortodosso.

Ahmadinejad: «Israele stato razzista»

GINEVRAParte tra le polemiche la conferenza Onu sul razzismo a Ginevra, all’ombra del boicottaggio di diversi Paesi occidentali e della controversa presenza del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che in passato ha definito «un mito» l’Olocausto e ha auspicato la cancellazione dello Stato ebraico dalle carte geografiche.

IRAN ATTACCA ISRAELE – E, prima del vertice, proprio per causa del presidente iraniano si accende il primo scontro politico. Ahmadinejad ha infatti definito Israele «la più orribile manifestazione del razzismo» durante un incontro avuto domenica sera a Ginevra con il presidente svizzero Hans Rudolf Merz. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars. Ahmadinejad, aggiunge l’agenzia, ha sottolineato anche la politica di «due pesi e due misure sui diritti umani e la violazione degli stessi diritti umani negli Usa e in Europa». Il presidente elvetico, secondo l’agenzia iraniana, avrebbe detto tra l’altro che «la Svizzera non seguirà le minacce unilaterali degli Usa e della Ue nelle sue relazioni con la Repubblica islamica dell’Iran».

LA RISPOSTA DI ISRAELE – Israele, assente alla conferenza, ha ordinato all’ambasciatore di Israele in Svizzera di rientrare in patria per consultazioni. Fonti del ministero degli esteri hanno spiegato al sito del quotidiano Yediot Ahronot che il provvedimento rappresenta un gesto di protesta per l’incontro di domenica fra il presidente elvetico Hans Rudolf Merz e Ahmadinejad. E il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha fortemente critico l’invito rivolto al presidente iraniano, apostrofandolo come «razzista».

LA REPLICA SVIZZERA – Il presidente svizzero non condivide le critiche israeliane con il presidente iraniano. «Le capisco ma sono ingiustificate», ha detto Merz ad una radio svizzera citato dall’agenzia elvetica Ats. Per Merz il dialogo con l’Iran è necessario. Il presidente svizzero non ha voluto esprimersi sul richiamo dell’ambasciatore israeliano a Berna.

BAN KI-MOON - Intanto, aprendo i lavori della Durban II, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon (che a margine della conferenza il segretario delle Nazioni Unite ha poi incontrato Ahmadinejad) ha insistito sul fatto che tutte le forme di razzismo, incluse l’antisemitismo e l’«islamofobia», vanno combattute. Il numero uno delle Nazioni Unite ha anche criticato l’assenza di numerosi Paesi alla conferenza. «Sono profondamente deluso – ha detto. Rimpiango profondamente che alcuni abbiano scelto di farsi da parte. Spero che non duri a lungo».

I PAESI ASSENTI E I PRESENTI- Israele, Canada, Stati Uniti, Italia, Germania, Olanda, Svezia ed Australia non partecipano ai lavori, temendo una replica delle manifestazioni antisemite che avevano contrassegnato la precedente riunione delle Nazioni Unite contro il razzismo, nel 2001 a Durban (Sudafrica). I Paesi assenti contestano il documento finale della conferenza e i controversi riferimenti a Israele e alla «diffamazione delle religioni». E certamente le defezioni sono state favorite anche dall’annunciata presenza del presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, noto per le violente diatribe contro Israele e per aver definito l’Olocausto «un mito». Molti temono che il capo di Stato iraniano rinnovi i suoi violenti attacchi contro Israele.

L’ONU CONDANNA I NEGAZIONISTI - Da parte sua, Ban Ki-moon tenta in extremis di salvare la conferenza voluta dalle Nazioni Unite sul razzismo, difendendo comunque la contestata dichiarazione finale come un testo «attentamente bilanciato» e ricordando che il summit di Ginevra punta proprio a sedare tensioni che potrebbero in altro modo esplodere. Poiché oggi ricorre la giornata della memoria, in Israele, Ban Ki-moon ha inoltre ripetuto la sua condanna per coloro che negano l’Olocausto. Il segretario generale dell’Onu, ha dello la sua portavoce, «condanna l’Olocausto e coloro che ne minimizzano l’importanza, ricordando che nel 2007 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione secondo cui ‘ignorare il fatto storico di questi terribili eventi aumenta il rischio che essi si ripetano», ha detto la sua portavoce.

UE: «REAGIREMO IN CASO DI DICHIARAZIONI INACCETTABILI» - Nel frattempo la Commissione europea ha fatto sapere che è pronta a reagire «in modo appropriato» qualora alla conferenza Durban II sul razzismo si arrivasse a dichiarazioni «inaccettabili». Èquanto ha dichiarato la portavoce per le Relazioni esterne della Commissione europea, Christiane Hohmann. «La Ue – ha detto – ha seguito molto da vicino la preparazione della conferenza, contribuendo a forgiare la sua posizione dall’inizio. Ora partecipa in quanto osservatore». «Il testo non è ideale, ne siamo consapevoli, ma è il risultato di un lungo compromesso» per Hohmann, che ha aggiunto: «Seguiremo molto da vicino gli sviluppi della conferenza, che corre il rischio di essere dirottata. Reagiremo in modo appropriato a qualunque dichiarazione inaccettabile fatta durante la conferenza». Tuttavia la portavoce ha sottolineato come la Commissione ritenga di poter trarre qualcosa dalla conferenza, concludendo: «Rimaniamo impegnati a fare tutto quello che possiamo».

Iran, esecuzione rinviata per Delara

TEHERAN – Condanna a morte temporaneamente sospesa per Delara Darabi, l’artista iraniana condannata a morte per un omicidio commesso a 17 anni. Il capo della magistratura di Teheran, l’ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, ha rinviato l’impiccagione «per un periodo limitato di tempo», come spiega il quotidiano Etemad, per dare modo alla famiglia della vittima dell’omicidio di riflettere sulla richiesta di perdono avanzata dai genitori di Delara. In base alla legge islamica un condannato a morte per omicidio può avere salva la vita solo se i familiari della sua vittima concedono il perdono e accettano un risarcimento in denaro (‘dieh’). Delara Darabi è stata riconosciuta colpevole di avere ucciso nel 2003 una parente con l’aiuto del suo ragazzo a scopo di rapina. Il fidanzato è stato condannato a dieci anni di reclusione.

Ahmadinejad: «Rispettare i diritti della giornalista Usa incarcerata»

TEHERAN – Il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha inviato una lettera al procuratore di Teheran, Saeed Mortazavi, chiedendo che nel processo di appello sia riconosciuto alla giornalista Usa Roxana Saberi il diritto di essere legalmente rappresentata. E’ quanto riferisce l’agenzia di stampa Irna. Il Tribunale della rivoluzione di Teheran ha condannato a otto anni di reclusione la giornalista, con l’accusa di spionaggio a favore degli Stati Uniti. La condanna ha suscitato l’immediata reazione americana, con il segretario di tato Hillary Clinton e lo stesso presidente Obama che hanno parlato di «profonda delusione».